A cura di
 Mario Trevisan

La mostra dedicata alla collezione di Mario Trevisan rappresenta la prima forma di collaborazione ufficiale istituita tra FOTOGRAFIA – Festival Internazionale 
di Roma e una raccolta privata, a sancire il riconoscimento del ruolo fondamentale ricoperto da questo tipo di collezionismo nella costruzione di una storia della fotografia e di una memoria condivisa del media. Sviluppata nel segno di una passione sostenuta da una conoscenza approfondita dell’oggetto, la collezione si presenta come un corpus enciclopedico in continuo accrescimento, che comprende oggi oltre 200 tra gli autori più importanti. Un percorso completo e variegato, che tocca in modo omogeneo 
le molteplici tappe dell’evoluzione del linguaggio fotografico, dalle sue origini fino ai risvolti più recenti, confermando la lungimiranza delle scelte
 del collezionista, orientate da una consapevole inclinazione scientifica così come dal gusto personale. L’impronta del Surrealismo francese – una delle prime correnti a utilizzare la fotografia in modo autonomo – e delle sue ripercussioni in ambito statunitense, connota fortemente gran parte delle opere della raccolta, spesso caratterizzate dalla ricerca del paradossale, dell’onirico e del fantastico nascosti nelle pieghe della quotidianità. La collezione, che si sviluppa ampiamente nelle sperimentazioni ottocentesche, fino ad arrivare alle ricerche internazionali a cavallo del duemila,
 è presente al Festival con una selezione dedicata
 al ritratto, genere condiviso storicamente con
 altre discipline artistiche, ma la cui evoluzione ha conosciuto in ambito fotografico esiti sorprendenti.

ENGLISH
curated by Mario Trevisan

The exhibition dedicated to the collection of Mario Trevisan represents the first form of official collaboration 
set up between FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma and a private collection, confirming recognition of the fundamental role played by this type of collecting in the building-up of a history of photography and a shared memory of the medium. Developed by way of a passion supported by in-depth knowledge of the subject, the collection is presented as a constantly growing encyclopaedic corpus which today includes works by over 200 from among the most significant photographers. A comprehensive and varied process which touches uniformly on the multiple stages of the advances in the photographic idiom, from its origins up to the latest developments, confirming the foresight of the collector’s choices guided by a well-informed scientific inclination and personal taste. The imprint of French Surrealism, one of the first movements to use photography autonomously, and its repercussions in the USA have been strong influences on most of the works in the collection, often featuring a search for the paradoxical, the dream-like and the fantastic hidden within the folds of daily life. The collection, which covers extensively nineteenth-century experiments up to international research on either side of the year two thousand, is present at the Festival with a selection dedicated to the portrait, a genre traditionally shared with other artistic areas yet whose development has seen surprising results in photography.