Una panchina. Un sacco. Una casa per un senza casa. Titolo J’abite Termini. È questa la prima foto di Mohamed Keita che segna il suo arrivo in Italia, nel 2010, dopo aver lasciato la Costa d’Avorio e attraversato il deserto passando dalla Libia. Un lungo viaggio durato tre anni. A Roma, dorme sul marciapiede di via Marsala. Quando a diciassette anni arriva a CivicoZero, centro diurno a bassa soglia di Save the Children, scopre la fotografia con una macchinetta usa e getta. Mohamed non parla italiano e i suoi scatti diventano un modo di conoscere, di comunicare, di mostrare una realtà

CENTRO CULTURALE ELSA MORANTE