Selezionato da Hans-Christian Schink

Una macchina fotografica può essere un oggetto magico. Può cambiare l’uomo. Il fotografo, il ritrattista, l’osservatore. Chi incontra Ingar Krauss forse non riconoscerà, dietro la sua personalità riservata, quella forza empatica che si percepisce in ogni sua singola opera. Probabilmente neanche noi, in occasione di un incontro fugace, ci accorgeremmo dell’intensità spesso recondita degli adolescenti che emerge invece nelle foto di Ingar Krauss. I loro ritratti mostrano il momento in cui tali energie si sono incontrate e congiunte l’un l’altra. Un momento magico, che non ha bisogno di spiegazioni. Lo possiamo vedere.

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Selected by Hans-Christian Schink

A camera can be a magical object. It can change man, the photographer, the portrait artist, the observer. Those who meet Ingar Krauss may
not recognise, behind his reserved personality, that empathic strength which can be perceived in his every single work. Probably we won’t either, during a brief encounter, realise the often hidden intensity of adolescents which emerges in the photos by Ingar Krauss. However their portraits show that the time has come in which these energies come together and join up. A magical moment, which needs no explanation. We can see it.