A cura di
 Ute Eskildsen
Accademia Tedesca Roma Villa Massimo
24.09.14 – 07.11.14

Questa sarà la prima di una serie di mostre ospitate da Villa Massimo che illustreranno l’evoluzione della fotografia tedesca dagli anni venti ai giorni nostri, confrontando le opere di due fotografi dell’epoca e mettendole in prospettiva.
Negli anni venti, August Sander e Helmar Lerski svilupparono un interesse diverso verso il mezzo fotografico attraverso metodologie di lavoro coerenti e autonome. Nel 1929, a Monaco, Sander pubblicò il volume di ritratti Antlitz der Zeit. Sechzig Aufnahmen deutscher Menschen des 20. Jahrhunderts, e nel 1931, a Berlino, Lerski pubblicò Köpfe des Alltags. Unbekannte Menschen, 80 Lichtbilder. Sander lavorò tutta la vita al suo ambizioso progetto, dividendo i soggetti per mestiere e classe sociale, fotografandoli nei loro ambienti quotidiani, spesso con la luce naturale e a figura intera. La caratterizzazione sociale di Sander è un contributo straordinario alla fotografia dei primi Novecento e rappresenta ancora un corpus di opere che ha lasciato un segno importante e decisivo.
Lerski lavorava sulla rappresentazione dei tratti espressivi dei soggetti mediante l’uso della fotografia
e della luce. Le sue immagini raffigurano teste e
volti isolati e strettamente inquadrati, spesso molto illuminati e contrastati. A Lerski non interessavano i tratti estetici dei suoi soggetti, bensì la loro espressività e struttura interna. L’opera di Sander è stato esposta e apprezzata negli anni in tutto il mondo, le metamorfosi di Lerski invece sono state perlopiù viste e apprezzate dagli addetti ai lavori. Questa mostra dialogica si prefigge di colmare questo vuoto.

ENGLISH
curated by Ute Eskildsen
Accademia Tedesca Roma Villa Massimo
24.09.14 – 07.11.14

This will be the first of a number of exhibitions at Villa Massimo that will illustrate the evolution of German pho- tography from the 20s to the present day, by comparing the works of two photographers of this era and put them into perspective.
In the 20s, August Sander and Helmar Lerski developed a different interest towards the photographic medium through coherent and autonomous working methodologies. In 1929, in Munich, August Sander published his volume of portraits Antlitz der Zeit, sechzig Aufnahmen deutscher Menschen des 20. Jahrhunderts, whilst in 1931, in Berlin, Lerski published Köpfe des Alltags, unbekannte Men- schen, 80 Lichtbilder. Sander, who worked his entire life on this ambitious project, selected his subjects based on their profession and social class, by photographing them in their every-day surroundings – often with natural light and including their whole figure. Sander’s social characterisation is an extraordinary contribution towards photography in the early 1900’s and still is a greatly influential and effective body of work.
The work of Lerski deals with the representation of the expressive traits of his subjects through the use of photography and light. Through his images we are presented with isolated and tightly framed heads and faces, often strongly lit and highly contrasted. Lerski was not interested in the aesthetic traits of his subjects, but rather in their expressiveness and in highlighting their inner structure. Sander’s work has been exhibited and appreciated over the years at the international level, Lerski’s metamorphoses instead have been mainly appreciated and viewed by specialists. The aim of this dialogic exhibition is to bridge this gap.