La giuria internazionale composta da Marco Delogu (fotografo e direttore artistico di fotografia), Bartolomeo Pietromarchi (curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 203), Federica Angelucci (direttrice della galleria Michael Stevenson di Cape Town) e Thomas Roma (fotografo e direttore della facoltà di fotografia della della Columbia University School) ha selezionato 10 fotografi finalisti tra cui il vincitore dell’edizione 2014: Nigel Bennet.

Hakuro, an Itoshima Almanac, il progetto di Nigel Bennet, si basa sulla comprensione della realtà e anche sulle modifiche che i filtri umani apportano ad esso. Lo sforzo per controllare le forze insondabili della natura attraverso la cronologia, la meteorologia e l’astronomia è un tentare di codificare e rendere comprensibile il vuoto crudelmente irrazionale dell’esperienza umana. Come forma e contenuto, Hakuro è anche originata
da narrazioni provenienti dagli stessi abitanti e anche questo è parte di una storia vera. Naturalmente,
 non è “la verità”, ma non è nemmeno pura finzione
o inganno e Hakuro può in qualche modo essere
un autentico valore nel promuovere la nostra comprensione del mondo in cui viviamo.

ENGLISH

The international jury, composed by Marco Delogu (photographer and artistic director of fotografia), Bartolomeo Pietromarchi (curator of the Italian Pavillion at the Venice Biennale 2013), Federica Angelucci (director of Michael Stevenson’s Gallery of Cape Town) and Thomas Roma (Photographer and Director of the Photography Program of Columbia University School), has selected 10 photographers including the winner of the 2014 edition. All the 10 projects had been screened during Fotografia 2014: Nigel Bennet.
The Nigel Bennet’s project – Hakuro, an Itoshima Almanac – is based on the comprehension of the reality and also on the changes that human filters bring to it. The strength to control the unfathomable forces of nature through chronology, meteorology and astronomy, is an attempt to codify the cruelly irrational void of human experience. Hakuro’s form and content are made by narratives told by the inhabitants themselves. This is part of a true story. Of course, it is not the truth, but it is not even a pure fiction or deception and Hakuro can be, in some small way, a genuine value to understand the world in which we live.