Selezionato da 
Stefano De Matteis

Spesso Antonio Biasiucci ci ha spaesati, ora squarcia il risaputo per l’altrove e ci disperde in un “dopo”. Del portrait resta il residuo, la materia. Teschi anonimi dove la storia è presente perché consuma, svuota, erode: non manca loro solo l’identità, sono incompleti e questo li fa astratti,
li apparenta ad altre dimensioni del magma che unisce corpo-terra-mare. E così i crani ritornano dalla storia alla natura in un muto canto di dolore che esalta la vita cancellando ogni soggettività. È il dopo. E noi lo vediamo prima.

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Selected by Stefano De Matteis

Antonio Biasiucci often disorientates us
and now he tears apart commonly known facts for elsewhere and loses us in an “after”. The residue, the material of the portrait remain. Anonymous skulls where history is present because it consumes, empties, erodes: they are not just lacking identity, they are incomplete and this makes them abstract, it connects them to other dimensions of the magma which combines body-earth-sea. Thus the skulls return from history to nature in a mute song of pain which extols life, cancelling out all subjectivity. It is the after. And we see it first.