Selezionato da 
Francesco M. Cataluccio

Dal 1977 al 1980 Antonia Mulas, invitò nel suo studio circa trecento persone che sentiva vicine e fece loro il ritratto in bianco e nero, utilizzando sempre la medesima luce. Una galleria di ritratti che, pur nelle infinite variazioni, ha una sua sorprendente unitarietà. Lo sguardo della fotografa mette a fuoco i volti e i gesti di persone con le quali ha un rapporto diretto o indiretto da una ventina d’anni: famigliari, persone note del mondo della cultura e dello spettacolo, personaggi della vita quotidiana che presidiano luoghi a lei consueti. Una sorta di autoritratto attraverso i ritratti degli amici che è una ricapitolazione, artistica e umana, della propria vita.

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Selected by Francesco M. Cataluccio

From 1977 to 1980 Antonia Mulas invited
to her studio around three hundred people she
felt close to and produced their portraits in black and white, always using the same light. A gallery
of portraits which, albeit in infinite variations, has
a surprising oneness. The photographer’s vision focuses on the faces and gestures of people with whom she has had a direct or indirect relationship for about twenty years: relations, well-known people from the world of culture and show business, characters from daily life who preside over places familiar to her. A sort of self-portrait through the portraits of friends which is an artistic and human summing-up of her own life.