set 22

Roger Ballen – Asylum of the Birds

A cura di Marco Delogu in collaborazione con
 Galleria Massimo Minini, Brescia Testo di Didi Bozzini Asylum of the Birds è il titolo che Roger Ballen ha scelto per riunire i suoi lavori recenti.
Parole nel cui spessore giacciono realtà e significati diversi. Da un lato, un insieme di baracche nei sobborghi di Johannesburg che, tra verità e finzione, ospita un variegato gruppo di abitanti ed un cospicuo numero di uccelli in libertà. Dall’altro, un luogo simbolico nel quale si incontrano terra e cielo, vita e morte, inferno e paradiso.
Al tempo stesso rifugio, prigione, nido e gabbia, in esso convivono la colomba bianca ed il corvo nero, l’apparizione biblica che annuncia il futuro o l’incubo allucinato di una fine senza fine, come nei versi di Poe. Nell’ambiguità di simboli e metafore, questa raccolta di fotografie delinea un universo che ricorda quello dei Caprichos di Goya. È un “sueño de la razón”, un sonno o un sogno della ragione che “produce monstruos”, genera mostri, esseri straordinari, eventi prodigiosi. Un’immersione profonda nei cunicoli del subconscio fino agli inferi, fino ai territori più oscuri dell’Io. Roger Ballen, in effetti, lascia libero il proprio pensiero di regredire al di qua del ragionamento e della logica. […]
set 22

Larry Fink – The Beats

A cura di
 
Peter Benson Miller Testi di
 Gerald Stern, Queste fotografie di Larry Fink, buie e bellissime, scattate come racconta lui nel 1958, quando aveva 17 o 18 anni, ritraggono un convinto gruppo underground che Larry identifica come i Beat di seconda generazione. Sono gli artisti con cui viveva, poeti, musicisti, pittori che, occupando gli scantinati del Sullivan Street Theatre, non erano “sotterranei” solo
in senso spirituale o metaforico, ma proprio in senso stretto. Il Sullivan Street Theatre confinava col Village Gate, il famoso jazz club, e loro, a furia di scavarsi un passaggio dagli scantinati, mattone dopo mattone,
fino al retro del locale, riuscirono a sentire suonare Coltrane, Mingus e Art Blakey – per citarne alcuni – i “principi della libertà espressiva” come li definisce Larry. In quel periodo Kerouac stava scrivendo I sotterranei, ma di sicuro nessuno del gruppo di Fink era consapevole della coincidenza. (Gerald Stern) Il piccolo me si era dato una svegliata e facendo bisboccia in MacDougal Street era incappato in una banda di sballati dove c’erano Turk e Ambrose e Mary e altri, come se l’avesse deciso il destino. Venendo da una famiglia di comunisti, il piccolo me non si sentiva troppo in sintonia con […]

Anarchici dall’Archivio di Stato

A cura di Flavio Scollo “Là dove c’è potere, c’è resistenza” 
Michel Focault, La volontà di Sapere, 1976 Il rapporto tra identità e fotografia è da sempre caratterizzato da una forte conflittualità tra ciò che è osservato e ciò che è percepito. Roland Barthes, nel suo famoso saggio “La Camera Chiara” spiegava come avvertisse l’atto di essere fotografati come una micro esperienza della morte, che crea e mortifica a piacimento il corpo tramutandolo in un oggetto, riscontrando così il pericolo di un’effigie legata ad un io immobile lasciato in balia di un senso che sarà attribuito dalla società e dal contesto di fruizione. La fotografia, declinata come strumento archivistico, ha messo più volte in risalto i conflitti latenti tra identità singole e collettiva e lo stato di potere. Eppure, persino nella foto segnaletica che presuppone per sua natura conflittualità, la foto-ritratto non può prescindere dalla cooperazione del soggetto, in quanto egli non si esime dall’assumere una posa, ovvero indossare una maschera di senso. Dagli Archivi di Stato di Roma, per opera di un progetto di ricerca a cura di Eugenio Lo Sardo e Manola Ida Venzo, emerge uno straordinario ritratto collettivo del movimento anarchico nel periodo della sua massima estensione, […]
set 22

Asger Carlsen – Wrong

A cura di 
Alessandro Dandini de Sylva Le fotografie di Asger Carlsen documentano un mondo visionario, dove il grottesco, l’assurdo e il surreale assumono i contorni dell’ordinariamente normale. A prima vista, Wrong appare come una collezione di momenti di banale quotidianità, ritratti vernacolari o documenti di piccoli eventi di cronaca. Riconosciamo il contesto di queste immagini come familiare, ma le persone e le creature che abitano questa realtà distorta sono tutt’altro. Oscure presenze ibride e geneticamente viziate, personaggi con protesi per arti rudemente fatte in casa, mutanti a due teste e strane conformazioni innaturali: queste sono alcune delle allucinazioni che popolano il mondo distopico di Wrong. Eppure, il profondo senso di disagio provocato dalla vista di queste immagini ha un’altra fonte. Anche se i corpi sono riconoscibilmente costrutti immaginari, la loro esistenza è comunque all’interno del regno del possibile. Questo perché
la fotografia ha un potere penetrante che la pittura, la scultura o il disegno non hanno: nonostante le riserve della nostra mente critica, siamo costretti ad assumere che l’oggetto raffigurato esiste realmente. Carlsen crea le sue fotografie catturando le immagini con la macchina fotografica per poi manipolarle e alterarle con un processo di editing digitale. La messa in scena e […]
set 22

From Vera to Veruschka. The Unseen photographs by Johnny Moncada

a cura di Valentina Moncada Dopo il grande successo ottenuto la scorsa primavera presso Somerset House a Londra, la mostra approda a Roma con una nuova selezione, presentando per la prima volta al pubblico italiano gli scatti realizzati da Johnny Moncada (attivo proprio nella capitale tra il 1955 e il 1970) durante gli anni 1963 e 1964. Siamo a via Margutta, strada degli artisti per eccellenza, dove Johnny Moncada ha il suo studio fotografico, nel cuore della città, a pochi passi dal Caffè Rosati e la Galleria La Tartaruga di Plinio de Martiis, punto di riferimento della nascente Scuola di Piazza del Popolo. Lo studio rappresenta un ritrovo di grande fermento culturale, frequentato da importanti personaggi della cultura e della moda italiana: da Cy Twombly a Gastone Novelli e Achille Perilli, Federico Fellini, gli stilisti Emilio Pucci, Valentino, Roccobarocco, per citarne alcuni, e le famose modelle dell’epoca come Jean Shrimpton, Barbara Bach, Ali McGraw, Joan Whelan, che il fotografo sposerà nel 1956, le italiane Mirella Petteni, Isa Stoppi, Alberta Tiburzi, Iris Bianchi. Espressione di una forza estetica e melanconica e, nello stesso tempo, di un sorprendente taglio moderno che li rende straordinariamente attuali, questi scatti inediti, dimenticati in vecchi bauli […]

ALPHABETABUM — Vladimir Radunsky and Chris Raschka

  FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma presenta ALPHABETABUM di Vladimir Radunsky e Chris Rashka (The New York Review of Books Children’s Collection Original). Un noto artista e autore, Vladimir Radunsky,  trasforma l’antico abbecedario in qualcosa di nuovo e mai visto. Il risultato è l’ALPHABETABUM, un libro incantevole di lettere e immagini. Potrebbero essere i nostri antenati questi bambini che vediamo? “Ho cominciato a collezionare vecchie fotografie anni fa. Ogni volta che mi imbattevo in pacchetti di foto, legati da un semplice elastico, oppure in foto sparse disordinatamente sui tavoli, mi trasportavo di colpo in un mondo fantastico fatto di carta bianca, nera e argentata, dove mi trovavo in compagnia di dame e gentiluomini squisitamente vestiti, o circondato da bambini e animali domestici. Alcune di queste foto, dopo anni di giri, riapparvero miracolosamente tra i banchi dei mercati delle pulci, oppure dopo decenni fermi sugli scaffali degli antiquari. Ci misero tanto tempo, e ci furono tanti scambi di mano tra estranei, prima che finissero con i loro nuovi proprietari. Si affacciarono nelle loro nuove case non più come amati parenti o amici, ma piuttosto come ospiti misteriosi e taciturni, chiusi nel rifiuto di fornire il loro nome o almeno che per caso qualche precedente proprietario, con una grafia curata, non l’avesse registrato sul tergo.” ALPHABETABUM, dalla Postfazione di Vladimir […]

Luoghi Comuni

Nicolò Degiorgis Gianfranco Gallucci Guido Gazzilli A cura di
 Maria Alicata Carolina Pozzi Se la fotografia è un dispositivo ottico, frutto di
un procedimento di registrazione meccanica delle immagini, quali sono i suoi limiti espressivi? Quale la validità estetica, nell’epoca dell’accessibilità globale ai dispositivi digitali, di i-cloud e di instagram? Torna dunque fondamentale considerare la posizione quasi politica di colui che scatta: Chi ritrarre e come farlo, la scelta che l’autore compie rispetto all’obiettivo verso il quale rivolgere lo sguardo dell’osservatore, diventa l’elemento discriminante dell’operazione fotografica, mentre
la posizione che si assume dietro la macchina è quella di chi intende mostrare qualcosa, isolando una precisa porzione di realtà dal continuo flusso visivo al quale siamo assuefatti. Nicolò Degiorgis, Gianfranco Gallucci e Guido Gazzilli si sono rivolti a un fenomeno particolare, quello dell’immigrazione, con i suoi flussi e le sue dinamiche, concentrandosi ciascuno su aspetti differenti e prospettive personali, ma partecipando alla stessa urgenza narrativa. Emerge una volontà condivisa di ritrarre, nel senso più accurato del termine, che affonda nelle radici etimologiche della parola stessa: re-trahere, ovvero tirare fuori, restituire l’immagine di qualcosa di altro da sé, rispetto al quale porsi in una posizione frontale di studio e osservazione. Muovendo dalla figura umana, […]

Epifanie

LAB laboratorio irregolare di Antonio Biasiucci Ilaria Abbiento, Fulvio Ambrosio, Chiara Arturo, Giuliana Calomino, Cristina Cusani, Assunta D’Urzo, Luigi Grassi, Claudia Mozzillo A cura di
 Antonio Biasiucci, Antonello Scotti Allestimento
 di Giovanni Francesco Frascino LAB nasce dall’incontro tra Biasiucci e 8 giovani fotografi. Per circa due anni nel suo studio napoletano l’artista ha seguito i ragazzi nel loro percorso artistico, guidandoli nella produzione di un progetto di ricerca personale. “LAB è il tentativo di scoprire cosa è importante; aiuta a distinguere il fondamentale dall’effimero, ad acquisire una metodologia che è funzionale a realizzare una fotografia che non mente, una fotografia di se stessi”. Da questa esperienza nasce l’installazione Epifanie; essa si svela nell’intima azione dello sfogliare e dell’osservare dei visitatori intorno al tavolo. ENGLISH LAB laboratorio irregolare di Antonio Biasiucci Ilaria Abbiento, Fulvio Ambrosio, Chiara Arturo, Giuliana Calomino, Cristina Cusani, Assunta D’Urzo, Luigi Grassi, Claudia Mozzillo Curated by Antonio Biasiucci, Antonello Scotti Installation Giovanni Francesco Frascino LAB is a result of the meeting between Biasiucci and 8 young photographers. For around two years in his studio in Naples the artist has followed these young photographers in their
artistic career, guiding them in the production of
a personal research project. “LAB is the attempt […]

Ritratti dalla Collezione Trevisan

A cura di
 Mario Trevisan La mostra dedicata alla collezione di Mario Trevisan rappresenta la prima forma di collaborazione ufficiale istituita tra FOTOGRAFIA – Festival Internazionale 
di Roma e una raccolta privata, a sancire il riconoscimento del ruolo fondamentale ricoperto da questo tipo di collezionismo nella costruzione di una storia della fotografia e di una memoria condivisa del media. Sviluppata nel segno di una passione sostenuta da una conoscenza approfondita dell’oggetto, la collezione si presenta come un corpus enciclopedico in continuo accrescimento, che comprende oggi oltre 200 tra gli autori più importanti. Un percorso completo e variegato, che tocca in modo omogeneo 
le molteplici tappe dell’evoluzione del linguaggio fotografico, dalle sue origini fino ai risvolti più recenti, confermando la lungimiranza delle scelte
 del collezionista, orientate da una consapevole inclinazione scientifica così come dal gusto personale. L’impronta del Surrealismo francese – una delle prime correnti a utilizzare la fotografia in modo autonomo – e delle sue ripercussioni in ambito statunitense, connota fortemente gran parte delle opere della raccolta, spesso caratterizzate dalla ricerca del paradossale, dell’onirico e del fantastico nascosti nelle pieghe della quotidianità. La collezione, che si sviluppa ampiamente nelle sperimentazioni ottocentesche, fino ad arrivare alle ricerche internazionali a cavallo del […]

Giosetta Fioroni – Compagni d’elezione

A cura di 
Benedetta Carpi De Resmini I ritratti fotografici di Giosetta Fioroni sono scanditi dal rapporto che l’artista ha con poeti e scrittori, suoi autentici “compagni di elezione”. Sono autori e artisti italiani che hanno segnato il percorso di Fioroni come Ceronetti, Garboli, Parise e in particolare Cerone. Giuliano Briganti vedeva Giosetta Fioroni percorrere proustianamente il regno della memoria con attitudine sentimentale, tenerezza femminile; un’attitudine che è certamente connaturata al suo stile pittorico, ma che qui emerge nel bianco e nero delle fotografie ENGLISH Curated by Benedetta Carpi De Resmini The photography portraits of Giosetta Fioroni are punctuated by the artist’s relationship with poets and writers, her true “chosen companions”. They are Italian artists and authors who have left a mark on Fioroni’s career, such as Ceronetti, Garboli, Parise and in particular Cerone. Giuliano Briganti saw Giosetta Fioroni deal with, in Proustian style, the domain of memory with a sentimental attitude and female tenderness. An attitude which is definitely innate in her pictorial style but which emerges here in the black and white of the photographs.