Jon Rafman
 – New Age Demanded

Selezionato da Valentina Tanni New Age Demanded è una riflessione malinconica sul tempo, oltre che un saggio visivo sulla funzione dell’arte. Ispirato da alcuni versi tratti dal poema
di Ezra Pound Hugh Selwyn Mauberly, il progetto consiste in una serie di immagini che fondono passato e presente, archeologia e fantascienza, manualità e tecnologia, cultura alta e bassa. I busti senza volto, scolpiti al computer e poi rivestiti di texture prese a prestito dalla storia dell’arte recente, simboleggiano il sogno perseguito da ogni artista: racchiudere in una sola immagine il sentire di un’intera epoca, il ritratto del tempo che viviamo. ENGLISH Selected by Valentina Tanni New Age Demanded is a melancholic reflection on time, as well as a visual tract on the function of art. Inspired by some verses taken from the poem by Ezra Pound, Hugh Selwyn Mauberley, the project consists of a series of images which fuse past and present, archaeology and science fiction, manual skills and technology, high and low culture. The busts without a face, sculpted on the computer and then dressed in a texture borrowed from works of the recent history of art, symbolise the dream pursued by every artist to enclose within a single image the […]

Andrea Ventura – 
L’intima rivolta del disegno

Selezionato da Marta Sironi Alla notizia dell’uccisione di Giacomo Matteotti,
il piccolo Albe Steiner con un unico gesto grafico
fa la caricatura di Mussolini – “re degli assassini”
– affiggendola fuori del portone di casa: l’ultima caricatura “libera” dell’Italia fascista era opera di un ragazzino dalle evidenti doti artistiche, poi definitosi il maggiore interprete della grafica politica italiana.
La stessa chiarezza senza equivoci si ritrova nei tanti fulminei ritratti che Andrea Ventura, fin da ragazzo, traccia su supporti e con strumenti del caso, guidato da un senso di rivolta che gli fa ricercare un’umanità perduta indistintamente tra amici, parenti e uomini del passato, perpetuando un’assenza che si fa espressivamente presente, evocando la più autentica cultura visuale europea. ENGLISH Selected by Marta Sironi On hearing the news of the killing of Giacomo Matteotti the young Albe Steiner, in a single stroke, produced a caricature of Mussolini – “king of the assassins” – posted outside the main door to the apartment block. The last “free” caricature of fascist Italy was the work of a young boy with evident artistic talent, later named as the greatest exponent of Italian political graphic art. The same unequivocal clarity is found in the many lightning portraits that Andrea Ventura, right […]

Bernhard Fuchs – Portraits 1994-2001

Selezionato da 
Franz Koenig Portaits è la prima serie di foto completa di Bernhard Fuchs, realizzata a partire dal 1994, quando era ancora uno studente alla Kunstakademie Düssledorf, e conclusasi nel 2001. Le sue immagini hanno sempre a che fare con un ambiente che lui considera personale, il più delle volte si tratta del suo luogo di nascita, la Bassa Austria. Con le sue fotografie, Fuchs entra in un dialogo calmo e sensibile con i suoi soggetti. I suoi ritratti raffigurano le persone in un tutt’uno con il loro ambiente. Grazie alla distanza che, con la macchina fotografica, si crea con il soggetto, il fotografo cattura un livello di vicinanza nuovo e diverso che rivela l’intimità del suo processo percettivo. Le immagini appaiono naturali e familiari, caratteristiche peculiari del lavoro di Bernhard Fuchs. ENGLISH Selected by Franz Koenig Portraits are first complete series of photos
of Bernhard Fuchs, their implementation began
in 1994 when he was still a student at the Kunstakademie Düssledorf and ended in 2001. Through his pictures he is always dealing with a personal environment, mostly his birthplace in Lower Austria. With his photographs he enters into a quiet and sensible dialogue with his subjects. The portraits depict people […]

Antonia Mulas – Autoritratto

Selezionato da 
Francesco M. Cataluccio Dal 1977 al 1980 Antonia Mulas, invitò nel suo studio circa trecento persone che sentiva vicine e fece loro il ritratto in bianco e nero, utilizzando sempre la medesima luce. Una galleria di ritratti che, pur nelle infinite variazioni, ha una sua sorprendente unitarietà. Lo sguardo della fotografa mette a fuoco i volti e i gesti di persone con le quali ha un rapporto diretto o indiretto da una ventina d’anni: famigliari, persone note del mondo della cultura e dello spettacolo, personaggi della vita quotidiana che presidiano luoghi a lei consueti. Una sorta di autoritratto attraverso i ritratti degli amici che è una ricapitolazione, artistica e umana, della propria vita. ENGLISH Selected by Francesco M. Cataluccio From 1977 to 1980 Antonia Mulas invited
to her studio around three hundred people she
felt close to and produced their portraits in black and white, always using the same light. A gallery
of portraits which, albeit in infinite variations, has
a surprising oneness. The photographer’s vision focuses on the faces and gestures of people with whom she has had a direct or indirect relationship for about twenty years: relations, well-known people from the world of culture and show business, characters from daily […]

Paolo Ventura – Il funerale dell’anarchico

Selezionato da 
Danilo Montanari Da un fatto di cronaca, un evento che ha scosso 
le fondamenta della società civile, tra e ispirazione il nuovo lavoro di Paolo Ventura: i funerali delle vittime di Piazza Fontana a Milano nel dicembre 1969. Ventura è un artista che ritrae se stesso e 
ne moltiplica le figure fino a farle diventare una folla, l’io e il molteplice in una ossessiva, ostentata ripetizione. Immagini che conferiscono un effetto di profondità, di annuncio e infine di perdita. Lo spaesamento di un viaggio, l’ultimo, tutti insieme e ognuno da solo. ENGLISH Selected by Danilo Montanari The new work by Paolo Ventura takes its inspiration from a news report, an event which shook the foundations of civilised society: the funerals of the victims of the Piazza Fontana terrorist attack in Milan in December 1969. Ventura is an artist who depicts himself and then multiplies the figures to turn them into a crowd, the ego and the many in an obsessive, flaunted repetition. Images which create an effect of depth, of announcement and finally of loss. The disorientation of a journey, the final one, everyone together and each one alone    

Doug Dubois
 – My Last Day at Seventeen

Selezionato da Alec Soth Nel 1991 il moma allestì una rivoluzionaria esposizione di foto di gruppo, The Pleasures and Terrors of Domestic Comfort. Diversi grandi della fotografia sarebbero nati grazie a quella mostra ma, per quanto mi riguarda, il più memorabile è stato Doug Dubois. Ciò che rendeva Dubois così eccezionale è il modo in cui fotografava la vita di tutti i giorni con un’aurea di accentuata nota drammatica. Più di vent’anni dopo, Dobois ha ancora il tocco magico. Con My Last Day at Seventeen, Dubois ci mostra il dramma estatico nascosto dietro la vita di tutti i giorni dei ragazzi irlandesi. ENGLISH Selected by Alec Soth In 1991, moma mounted the groundbreaking group photo exhibition, The Pleasures and Terrors of Domestic Comfort. Several future photography stars were born out of that show, but for me the most memorable was Doug Dubois. What made Dubois exceptional was the way he photographed ordinary life with an aura of heightened drama. Over twenty years later, Dubois still has the magic touch. With My Last Day at Seventeen, Dubois shows us the ecstatic drama lurking behind the ordinary lives of Irish teenagers.

Assaf Shoshan – T.N.

Selezionato da 
Gil Pasternak T.N. è una serie fotografica composta da cinque immagini, catturate nel 2010 da Assaf Shoshan nel cuore di Parigi, che mostrano un migrante clandestino proveniente dal Mali in Africa Occidentale. T.N. sono le iniziali di questo personaggio altrimenti anonimo, uno dei tanti migranti clandestini che Shoshan ha fotografato nello stesso anno sullo sfondo del suo studio, chiaramente improvvisato, che ha permesso di estrarli da ogni riferimento geografico e dall’ambiente socioculturale. ENGLISH Selected by Gil Pasternak T.N. is a photographic series consisting of five images that Assaf Shoshan captured at the heart of Paris in 2010, showing an illegal migrant from the Republic of Mali in West Africa. T.N. are the initials of this otherwise anonymous subject, one of several other illegal migrants that Shoshan photographed in the same year against the backdrop of his conspicuously improvised studio that allowed him to displace them from any recognisable geographical terrain and physical sociocultural environment.    

Zanele Muholi – Faces and Phases

Selezionato da Sandra Phillips Zanele Muholi è una fotografa coraggiosa e onesta. Definirla solo fotografa non è del tutto esatto, però, perché è anche attivista. Le sue fotografie andrebbero guardate come parte del suo attivismo, a ricordarci
che quando sentiamo parlare delle donne uccise in Sudafrica per le loro preferenze sessuali, sono proprio loro che intende. Qualcuna di quelle che ha fotografato non è più viva, qualcuna è stata mutilata. I ritratti della serie Faces e Phases sono testimonianze dirette
di lesbiche e transgender, perlopiù nel Sudafrica dove Muholi è nata. Li immortala così come le si presentano, con onestà e schiettezza, senza essere giudicante se non per rammentarci la loro semplice umanità. I soggetti di queste fotografie sono persone come noi e si meritano il rispetto degli altri fratelli e sorelle, ovunque siano. Sono fotografie che fanno onore ai loro soggetti. ENGLISH Selected by Sandra Phillips Zanele Muholi is a brave and honest photographer. To call her only a photographer is not entirely accurate, however, because she is also an activist. Her photographs should be seen as part of her activism,
 as reminders that when we hear about the murder of women in South Africa because of their sexual preference, it […]

Alexandra Catiere – Here Beyond the Mists

Selezionato da François Cheval Continuiamo ancora a vivere. E sempre con una presunzione d’innocenza, più forte che mai. Eppure tutti sembrano rassegnati ad accettare la situazione. I personaggi conoscono la posta in gioco dall’inizio alla fine. Ma questa fotografia non ha nulla di scettico, è poetica e lucida, consente alla natura di fare il suo corso perché nulla può contro il tempo, la nebbia e la malinconia. La vita è un territorio con le sue figure che non smettono di svanire mentre i paesaggi continuano ad abbellirsi. Un sentimento ambivalente, estraneo, ci spinge ad affrontare questo mondo unico e sconosciuto. Alexandra Catière ci conduce tutti sullo stesso cammino. ENGLISH selected by François Cheval We still go on living, and always with presumed innocence, stronger than ever. Yet everyone seems resigned to accepting the situation. The characters know what the stakes are, from beginning to end. Yet there is nothing sceptical about this photography, it is poetic and lucid; it allows nature to take its course because nothing can stop time, mist and melancholy. Life is a struggle with its figures which don’t stop disappearing when the landscapes still make things beautiful. An ambivalent, foreign feeling pushes us to tackle this […]

Thomas Roma 
– Mondo Cane – shadow portraits

Selezionato da 
Leo Rubinfien Nonostante i nostri cani spesso sembrino amare noi sapiens anche meglio di come noi ci amiamo l’un l’altro, la loro altra faccia è preistorica e selvaggia. Qui ci troviamo di fronte a degli annusatori-segui traccia, delle lingue razziatrici, dei mangia-frattaglie, parassiti, terroristi. Che idea geniale che ha avuto Thomas Roma, non credete? Quello che dovremmo vedere è lo spirito da bandito del cane sia nelle sue ombre sia nel muso e nel suo corpo agile. Magari qualcosa in più. È un concetto quasi tanto canino quanto il loro essere meticci. ENGLISH Selected by Leo Rubinfien Though our dogs often seem to love us sapiens even better than we love each other, their other side is prehistoric and feral. There they are spoor-nuzzlers, tongue-raiders, offal-eaters, parasites, terrorists. What a sharp idea Thomas Roma has had, don’t you think? – that we should see as much bandit dog-spirit in their shadows as in their faces or their clever bodies. Maybe more. It’s a notion almost as doggish as the mutts themselves.