Fotografia I – August Sander, Helmar Lerski

A cura di
 Ute Eskildsen Accademia Tedesca Roma Villa Massimo 24.09.14 – 07.11.14 Questa sarà la prima di una serie di mostre ospitate da Villa Massimo che illustreranno l’evoluzione della fotografia tedesca dagli anni venti ai giorni nostri, confrontando le opere di due fotografi dell’epoca e mettendole in prospettiva. Negli anni venti, August Sander e Helmar Lerski svilupparono un interesse diverso verso il mezzo fotografico attraverso metodologie di lavoro coerenti e autonome. Nel 1929, a Monaco, Sander pubblicò il volume di ritratti Antlitz der Zeit. Sechzig Aufnahmen deutscher Menschen des 20. Jahrhunderts, e nel 1931, a Berlino, Lerski pubblicò Köpfe des Alltags. Unbekannte Menschen, 80 Lichtbilder. Sander lavorò tutta la vita al suo ambizioso progetto, dividendo i soggetti per mestiere e classe sociale, fotografandoli nei loro ambienti quotidiani, spesso con la luce naturale e a figura intera. La caratterizzazione sociale di Sander è un contributo straordinario alla fotografia dei primi Novecento e rappresenta ancora un corpus di opere che ha lasciato un segno importante e decisivo. Lerski lavorava sulla rappresentazione dei tratti espressivi dei soggetti mediante l’uso della fotografia
e della luce. Le sue immagini raffigurano teste e
volti isolati e strettamente inquadrati, spesso molto illuminati e contrastati. A Lerski non interessavano […]

Assaf Shoshan – Pene condivise

Testo di 
Éric de Chassey Accademia di Francia a Roma – Villa Medici 26.09.14– 28.09.14 Da una decina d’anni Assaf Shoshan lavora principalmente in Israele, dove è nato nel 1973. Le sue fotografie e i suoi video trattano di territori contesi e popoli sfollati, in particolare attraverso delle serie sui migranti dell’Africa subsahariana o su quei luoghi il cui statuto è mal definito per via della storia politica recente. Shoshan chiama questi luoghi “territori dell’attesa”. Borsista a Villa Medici da settembre
2013 ad agosto 2014, a Roma ha condotto un lavoro su delle coppie di cui almeno uno dei membri
sconta una lunga pena nel carcere di Rebibbia. Ha fotografato i luoghi della loro detenzione, il carcere maschile e quello femminile, di cui la mostra presenta due plastici realizzati da un altro borsista dell’Accademia di Francia a Roma, l’architetto Simon de Dreuille. Assaf Shoshan ha anche fotografato e filmato separatamente i membri di queste coppie: ciascuno si presenta (più che venire colto) a mezzo busto su uno sfondo specifico, in uno scambio muto con l’artista che diventa uno scambio muto con lo spettatore – uno scambio a sua volta “trasferito” poiché il suo oggetto resta innanzitutto l’altro, impossibilitato a prendere parte fisicamente […]

Tintype Portraits

A cura di Benedetta Cestelli Guidi, Laura Moro Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (MiBACT) 27.11.14 – 19.12.14 Fotografie su ferro che sembrano nascere dal caso. Ritratti ripresi in esterno su set improvvisati, eseguiti con rapidità, dal costo abbordabile e quindi di grande popolarità e ampia circolazione. Il ferrotipo, utilizzato tra il 1853 e il 1930, è un positivo fotografico a procedimento diretto su lamiera di metallo emulsionata al collodio. È la prima fotografia istantanea che segna una novità straordinaria nella pratica fotografica ormai consolidata della seconda metà dell’Ottocento perché porta il fotografo fuori dallo studio di posa immettendolo nel flusso della società urbana e rurale. Ritroviamo così gli stessi elementi della fotografia “nobile” di quegli anni: la balaustra, la sedia, lo sfondo dipinto che chiude la prospettiva di immaginifici set. Il bordo della lastra mostra però l’artificio, quando il selciato appare da sotto la pedana o il fondale si increspa e rivela la finzione. Questi pezzi unici ci affascinano per il loro essere “oggetti” fotografici, dove la materia del supporto assorbe l’immagine connotandola stilisticamente nella sua opacità; la mancanza di contrasti, dovuta ai bassi tempi di esposizione, era il prezzo che si pagava per un’istantanea a buon […]

Chantal Stoman – L’image Culte

A cura di Isabella Vitale Istituto Nazionale per la Grafica (MiBACT) 01.10.14– 26.10.14 In collaborazione con Sala 1 – Centro d’Arte Contemporanea Con il contributo di Nuovi Mecenati, Istitut Français en Italie Con il patrocinio Ambasciata di Francia “A Roma ho scelto di osservare una religione che non è la mia. Sono partita osservando le testimonianze visibili della fede, alla ricerca della presenza visibile dell’invisibile”. Questo il proposito della ricerca fotografica di Chantal Stoman, artista francese che a Roma ha avviato il suo progetto, L’Image Culte, un’analisi sulle tracce evidenti della fede cattolica. Impressionata dal proliferare d’immagini religiose presenti ovunque nella città, l’artista ha rilevato e messo a fuoco quest’opulenza iconografica attraverso una serie di fotografie che ne catturano pienamente quell’aspetto di pervasività, ormai “invisibile” agli occhi abituati e assuefatti dei cittadini – e fedeli – romani. Contrariamente a quanto accade in una religione iconoclasta (“Il visibile non è altro che il riflesso dell’invisibile”, recita il Talmud), L’Image Culte indaga la centralità e la necessità della figurazione nel culto cattolico, in particolare a Roma, dove l’arte da secoli è stata alimentata dalla fede al punto da sovrapporsi ad essa e trasformarsi, nella pratica religiosa popolare, in una sorta di “iconolatria”. […]

Emerging European Talents – Adam Pańczuk, Alex Cretey Systermans, Carlotta Cardana, Marius Schultz

A cura di 
Arianna Catania, Sarah Carlet Officine Fotografiche 10.10.14– 31.10.14 La fuga dell’individuo dalla collettività e dalla storia, alla ricerca del proprio mondo, unico e protetto. È questo il filo che lega i diversi approcci documentari dei fotografi che, in quattro diversi angoli d’Europa, hanno scelto il ritratto per raccontare il volto più segreto e sconosciuto del continente. Ognuno con lo sguardo profondo di chi conosce e ama la propria terra. È così che il polacco Adam Panvczuk ci porta in un villaggio nell’est del suo paese, per presentarne gli abitanti fortemente attaccati alla terra, metafora della vita. Chiamati Zarczebs, termine che descrive quel che rimane dopo il taglio di un albero. Anche Marius Schultz racconta la sua Norvegia grazie a un micro-mondo e alla sua bellezza rarefatta: quello di due ragazzine dai capelli rossi che tra gli alberi e la natura incontaminata vivono l’età della pubertà, in silenzio. “Un’attrazione tra le cose”, come la definisce il francese Alex Cretey Systermans, che si immerge nella famiglia e nei suoi innumerevoli dettagli per scoprire l’essenza di una realtà autonoma, ricca come un mondo intero. Come le Modern Couples inglesi di Carlotta Cardana, fotografa di Verbania residente a Londra, che ha […]

Francesca Pompei, Gianluca De Simone – Passato prossimo

A cura di Angelo Tanese Santa Maria della Pietà (padiglione 28) 28.09.14– 31.10.14 L’ospedale S. Maria ha chiuso, ma continua, in forme diverse, ad attraversare la storia della città. Pompei ha lavorato su quanto siano presenti i volti e le storie delle persone che hanno attraversato quel “condominio” di padiglioni. Tra luci e vetri rotti Pompei riesce a ritrarre ciò che non si vede, l’alito avvolgente delle memorie degli uomini. Sono foto del presente che scovano i fantasmi sepolti tra i resti dell’ospedale. La prova che le emozioni lasciano un segno nei luoghi che attraversano. ENGLISH Curated by Angelo Tanese Santa Maria della Pietà (padiglione 28) 28.09.14– 31.10.14 The Santa Maria hospital has closed yet continues, in different forms, to intersect the history of the city. Pompei’s work involved the presence
of the faces and stories of the people who have passed through that “apartment block” of wards. Among broken glass and lights Pompei succeeds in portraying the unseen, the pervasive air of human memories. They are photos of the present which uncover the ghosts buried among the remains of the hospital. Proof that emotions leave a mark in the places they pass through.    

Francesco Francaviglia, Daniele Molajoli

A cura di Marco Delogu Piccolo Cinema America 30.09.14 – 30.10.14 Le fotografie interagiscono con i luoghi, i ritratti cercano nuovi sguardi, nuova vita. Storie che appartengono a tutti e che hanno bisogno di espandere i propri confini: e così nei ritratti di Francesco Francaviglia, i poeti che han lottato con le parole ora lottano con il buio, mentre il medico di Daniele Molajoli si batte per un diritto primario. Noi con le nostre fotografie combattiamo una battaglia per un’ecologia dello sguardo. ENGLISH Curated by Marco Delogu Piccolo Cinema America 30.09.14 – 30.10.14 The photos interact with the places, the portraits seek new expression, new life. Stories which belong to everyone and which need to broaden their boundaries. This is the case in the portraits by Francesco Francaviglia, the poets who fought with words now fight with darkness, while the doctor of Daniele Molajoli fights for a fundamental right. We, with our photos, fight a battle for an eco vision.    

Mario Carnicelli – 25.8.1964. C’era Togliatti

A cura di Baerbel Reinhard, Marco Signorini Museo delle Arti e Tradizioni Popolari (MiBACT) 25.09.14– 11.11.14 Le fotografie di Mario Carnicelli sono testimonianza di uno sguardo protettore, custode vigile della portata di un evento, come il pittore Renato Guttuso di guardia al feretro di Togliatti, in una delle immagini più intense di questo libro. Un vedere nel tempo che va oltre l’esperienza vissuta dai presenti, rendendola una storia italiana da leggere anche a posteriori. Si intuisce da subito che la fotografia, nella sua forma originaria di documento, ancor prima che diventare arte, avvalora le nostre vite perché sfiora il reale, e dà significato alla nostra esistenza”. ENGLISH Curated by Baerbel Reinhard, Marco Signorini Museo delle Arti e Tradizioni Popolari (MiBACT) 25.09.14– 11.11.14 The photos by Mario Carnicelli bear witness to a protective vision, careful guardian of the
scope of the event, like the painter Renato Guttuso watching over Togliatti’s coffin, in one of the most intense images of this book. A vision in time which goes beyond the experience of those present, making it an Italian story to be read also at a later date. It is immediately apparent that photography, in its original document form, even before it becomes art, […]

Il mio Pianeta dallo Spazio: Fragilità e Bellezza

A cura di Viviana Panaccia Prodotta da ESA-Agenzia Spaziale Europea Palazzo delle Esposizioni 30.09.14– 02.11.14 Immagini da satellite e video installazioni dei luoghi più belli e remoti della Terra. Fotografie che ci rendono coscienti della fragilità del nostro pianeta in perenne cambiamento: ghiacciai che si sciolgono, oceani che
si innalzano, foreste pluviali minacciate, inaridimento delle terre coltivate e l’incontrollato sviluppo delle megalopoli.
Così si presenta la Terra nelle fotografie scattate da Luca Parmitano, Astronauta dell’ESA, durante la missione dell’Agenzia Spaziale Italiana “Volare” a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. ENGLISH Curated by Viviana Panaccia Produced by ESA-Agenzia Spaziale Europea Palazzo delle Esposizioni 30.09.14– 02.11.14 Satellite images and video installations of the most beautiful and remote places on earth. Photos that make us aware of the fragility of our constantly changing planet: glaciers that are melting, oceans whose levels are rising, threatened rain forests, drying-up of cultivated land and the uncontrolled growth of big cities. This is how planet earth appears in the photos taken by Luca Parmitano, ESA astronaut, during the Italian space agency mission Volare on board the International Space Station.