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PORTRAIT XIII edizione
Inaugurazione: 26 settembre 2014, ore 19.
Apertura al pubblico: 27 settembre 2014 – 11 gennaio 2015

La centralità del ritratto
Marco Delogu

Nel 1543 Carlo V incaricò Tiziano di ritrarre
 sua moglie Isabella. La pratica del ritratto è un’esperienza complessa: identità, materia, linguaggi e lentezza. La “centralità dell’artista” è decisiva. Tiziano dipingeva Isabella morta da quattro anni. La fotografia ritrae persone vive e, solo in rari casi, morte.

Il festival della fotografia è la creazione di un enorme ritratto. È generare altre occasioni per vivere: incontri, incroci e sovrapposizioni di molte esperienze, emozioni e vite interiori. Ogni festival, a diversi livelli, è stato questo: una simbolica piazza crocevia di amicizie forti e durature, di sapere, di amori e purtroppo di scomparse (all’indimenticabile Anna Gianesini saranno dedicate le lectures del festival). Il tredicesimo festival è un’enorme quadreria di ritratti nella quale il pubblico interagisce con le fotografie, le pareti rimandano sguardi agli sguardi e il tutto genera nuove immagini. Fotografie “lente” che ogni attimo danno vita a immagini in movimento: questa è la nostra cura per l’accumulazione “malata” di immagini che contraddistingue gli ultimi anni.

Questa grande quadreria parte dal macro, e
si diffonde in città, nelle accademie di cultura straniere, nei teatri di periferia, gallerie, e altri musei. Ogni luogo, ogni volta, genera interazioni e nuove immagini, vive. La magia di ogni singolo allestimento genera risposte diverse. Dobbiamo proteggere con il vetro gli anarchici non protetti nell’Ottocento, e vogliamo proteggere i loro documenti. E poi Sander e l’inizio del “secolo breve”, la storia del Novecento iniziata in quella Germania dove nacque la follia, sconfitta, del nazismo, ma segno di qualcosa che forse riguardava tutto l’Occidente. E i “cataloghi” visivi di Roger Ballen e Larry Fink, grandi lavori, il primo ossessivo, frutto
di anni di relazioni, di estetica e comunità, e l’altro completamente libero testimone di una stagione
di grande libertà. Apriamo il festival con una
grande collettiva di molti fotografi che richiedono allestimenti e materie diverse, e qui sta la magia: restituire con molti sguardi, formati, superfici, l’essenza della fotografia di ritratto, in un grande gioco dove chi guarda è protagonista e vede se stesso. Un gioco di rimandi e specchi tra il momento in cui la foto è stata realizzata e i molti momenti in cui viene vista esattamente nella forma e nella dimensione in cui è stata pensata.

La fotografia produce vita, ricorda vite, anche quando fotografa morte. Biasiucci ci restituisce la memoria di una comunità di soldati “massacrati” e non sappiamo quante delle persone che incontreremo nelle pareti di tutto il festival non sono più su questa terra. Sappiamo però che come Carlo V e
sua moglie Isabella, dipinti da Tiziano lui in vita
e lei no, continueremo a vivere guardando questi ritratti e avremo voglia di farne molti altri. Nessuna accumulazione inutile, solo lentezza, appartenenza e profondità.

ENGLISH

The Centrality of the Portrait
Marco Delogu

In 1543 Charles V commissioned Titian to paint
 the portrait of his wife Isabella. The producing of a portrait is a complex experience involving identity, material, idioms and slow pace and the “centrality
of the artist” is decisive. Titian painted Isabella four years after her death: photography depicts living and, only in rare cases, dead people.
The photography festival is the producing of an enormous portrait. It creates other opportunities
for living: meetings, crossing and overlapping
of experiences, emotions and inner lives. Every festival, at different levels, has been this: a symbolic crossroads of strong and lasting friendships, of knowledge, loves and sadly losses (the lectures at the festival will be dedicated to the unforgettable Anna Gianesini). The thirteenth festival is a huge picture gallery of portraits in which the public interacts with the photos, the walls look back at onlookers and all this generates new images. “Slow” photos which at every moment create moving images, our cure against the “sick” accumulation of images which has been a feature of recent years.
This large gallery starts from MACRO and spreads throughout the city, in the foreign cultural centres, suburban theatres, galleries and other museums. Every place, every time, generates interactions and new, living images. The magic of every single exhibition generates different responses. We have to protect with glass the anarchists not protected in the nineteenth century and we intend to protect records of them. Then Sander and the start of the “short century”, the history of the twentieth century in the Germany which saw the rise and fall of the folly of Nazism, and also a sign of something that concerned the entire West. The visual “catalogues” of Roger Ballen and Larry Find, great works, the first obsessive, the product of years of relationships, aesthetic and community, and the other a totally unbiased witness of a time of great freedom. We are opening the festival with a large group exhibition of many photographers requiring different materials and outfittings. This is where the magic lies, in the reproduction with many expressions, formats and surfaces of the essence of portrait photography, in a great game where the onlookers are the key players and can see themselves. A game of cross references and mirrors between the moment in which the photo has been taken and the many moments in which it is seen exactly in the form and in the dimension in which it was devised.
Photography creates life, remembers lives, even when it shoots death. Biasiucci recalls for us the memory of a community of soldiers “massacred” and we don’t know how many of the people we’ll meet on the walls of the entire festival are no
longer on this earth. We do know however that, like Charles V and his wife Isabella, painted by Titian when he was alive and she wasn’t, we’ll go on living and looking at these portraits and we’ll want to produce many others. No useless accumulation, just slowness, belonging and depth.